Preservare il proprio romanzo

tortoisesvnPrima di iniziare la stesura di un romanzo, è bene accertarsi di avere un supporto di memoria sicuro e indistruttibile.
Quando ho ripreso in mano la stesura di LEDE, il primo problema che mi sono posta è stato il salvataggio del file in un posto sicuro, dove non potesse essere perso, danneggiato o distrutto.
Preservare il mio lavoro, per me è una vera ossessione.
Come piccola premessa, sfatiamo il mito dell’informatica smanettona che custodisce tutta la sua vita nel pc. Io non ho alcuna fiducia nel mio “simpatico” aggeggino, so che potrebbe guastarsi da un momento all’altro e fumarsi tutti i miei dati in un battito di ciglia. Essere una sviluppatrice software non ti rende in grado di resuscitare un pc defunto. Quando è morto, rimane morto.
Fatta questa doverosa premessa, capirete benissimo che non nutro alcuna fiducia nella persistenza eterna dei dati memorizzati sul mio pc.

Chiavetta USB
Inizialmente, salvavo il mio file di LEDE su chiavetta USB. Era un metodo piuttosto sicuro, visto che la probabilità che pc e chiavetta morissero in contemporanea era quasi del tutto inesistente (considerato, soprattutto, che salvavo il file su almeno 3 chiavette diverse).
Questo se non consideriamo che passavo buona parte delle mie giornate a cercare le chiavette. Sono disordinata e, anche appoggiandole sulla scrivania, non riuscivo a trovarle in mezzo al caos. Peggio ancora se le infilavo in borsa o in qualche cassetto.

Hard Disk esterno
Visto che lo scarso volume delle chiavette mi rendeva difficile ritrovarle, sono passata a un HD esterno. Lo tengo sempre nello stesso posto, in una scatola a lui dedicata, quindi non è mai accaduto che sia finito disperso tra tutto il mio ciarpame (diverso è il discorso del cavo di collegamento che ieri ho cercato invano per un’ora buona e che prima o poi ritroverò).
Oltre a questo, con il progredire della storia, il numero di file da copiare aumentava spaventosamente. Tra i Cestinati, i vari fantasyBozzaN (con N da 1 a 4) e i fantasyFormattedM (con M da 1 a 6), non sapevo più quali file avevo modificato e perché.

Mail
Per ovviare al problema delle diverse versioni, ho iniziato a mandarmi delle mail.
In oggetto mettevo il nome dei file modificati e nel testo scrivevo quali modifiche avevo apportato. In allegato inserivo i file modificati.
Per un po’ ha funzionato ma, siccome sono disordinata anche quando scrivo e salto come un grillo da un file all’altro, capitava che dimenticassi le modifiche effettuate prima di riuscire a scrivere la mail.

SVN e il controllo di versione
Il mio ragazzo si occupa di farmi da beta-reader e, saputo del mio problema, mi ha chiesto perché non ricorressi a SVN, visto che lo utilizzo tutti i giorni in ufficio.
In sostanza, SVN (sigla di Subversion) è un sistema ideato per consentire di mantenere uno storico di tutte le modifiche effettuate a un software ed è facilmente applicabile alla gestione di qualunque tipo di file.
Per fare un esempio, immaginate di creare un file, di scriverci dentro “pippo” e di salvarlo (o committarlo) nel vostro storico (o repository) collocato su un server da qualche parte nel mondo.
Sul vostro pc, modificate nuovamente il file, sostituite “pippo” con “paperino” e committate il file. A questo punto, se vi collegate al vostro repository in remoto, potrete vedere la versione corrente e confrontarla con la precedente.
Come repository io mi appoggio su Assembla, un sito che consente di mantenere un repository gratuito (fino a 500MB) su cui è possibile abilitare una cifratura di sicurezza a 128 bit dei file salvati.

Tortoise SVN
Il repository su cui vengono salvati i file si trova, come ho detto prima, su un server collocato da qualche parte nel mondo. Attraverso Assembla, è possibile accedervi direttamente tramite login e visualizzare i file direttamente online. Se però si vuole mantenere un controllo dei file nuovi, modificati o cancellati sul proprio pc, occorre installare Tortoise SVN, un programma che consente di collegarsi ad Assembla ed eseguire le operazioni base di check out, add, commit, delete, update e revert. Qui ne trovate una guida completa, scritta da Tobia Moretti.

L’ordine e la pulizia nel repository
L’account su Assembla e la struttura interna delle directory sono stati messi in opera dal mio ragazzo. Inutile dire che il suo ordine preciso e metodico è durato poco meno di qualche settimana. Trunk, branch e tag hanno esaurito la loro funzione ancora prima di iniziare.
Al lavoro non posso farlo, visto che il repository è condiviso con altre persone, ma sul mio non ho alcun limite.
Come conseguenza, non faccio mai pulizia dei file vecchi, né rispetto il contenuto delle cartelle, diviso tra capitoli revisionati da me, capitoli revisionati dal mio ragazzo e capitoli in fase di stesura. La funzione per i commenti da parte dei miei lettori beta non l’ho mai utilizzata.
Mi sono creata una cartella calderone in cui butto dentro tutto.
Sono metodi organizzativi differenti, ognuno deve trovare il suo. Io mi trovo bene con un gran mischione, tanto Tortoise SVN segnala con un pallino rosso i file modificati in locale e con un pallino verde quelli allineati con il server.
Quello che è fondamentale è crearsi un metodo adatto alle proprie esigenze.

Partire male vuol dire abbandonare a metà strada.

 

Voi che metodo usate per evitare che i vostri file svaniscano nel nulla in caso di morte del pc?

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8 Comments

  1. Sei super organizzata. Io scrivo banalmente dall’inizio alla fine, quindi invio a un gruppo di amici fidati i capitoli man mano che li scrivo, sia quelli di prima che quelli di seconda stesura. Mi è capitato in passato che il mio computer venisse rubato, ma ho recuperato quasi tutto. È stato commuovente scoprire che molti amici avevano creato una cartella per contenere le cose che scrivevo e inviavo loro…

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    1. Se mi rubassero il computer, sarei disperata all’idea di dover reinstallare tutti i programmi che uso… I dati fortunatamente sarebbero al sicuro.
      Dev’essere bello, però, sapere che i tuoi amici conservano con cura i tuoi scritti 🙂

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    1. Mi è capitato di fare anche quello, Mary.

      Per qualcuno sono troppo sistematico, per qualcun altro sono troppo poco organizzato e per Chiara spesso sono un rompiscatole che cerca di mettere ordine al ciarpame… lei asseconda l’aumento di entropia dell’universo, io cerco di contrastarlo 😀

      Punti di vista, probabilmente.

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