Spazio e tempo nel romanzo

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Che si tratti di un umano, di un albero parlante o di un animale, senza personaggi non c’è storia. Non riesco a pensare a una storia senza personaggi, mentre per diverso tempo ho scritto storie senza contesto.
I personaggi, quando si muovono nella storia, percorrono distanze, impiegano minuti, ore o addirittura giorni, tutti “dettagli” che non possono e non devono essere tralasciati.

Contesto nelle fanfiction
Ho iniziato a scrivere narrativa attraverso le fanfiction, di conseguenza non avevo bisogno di ideare un contesto. Semplicemente adottavo quello costruito dall’autore dell’opera originaria, inserendo qualche minimo accenno al luogo in cui si dipanava la storia. I miei lettori, conoscendo anch’essi l’opera originaria, non avevano alcuna difficoltà a immaginare tempo e luogo della storia.
Non ho mai scritto fanfiction alternative universe (o AU, storie in cui l’ambientazione originaria viene stravolta) e questo avrebbe dovuto essere un campanello di allarme. I miei personaggi, in una storia originale, avrebbero fluttuato nel vuoto.

Contesto nel mio primo (e per fortuna unico) giallo
Era una storia di un assassino seriale che uccideva le vittime su un non meglio precisato lungomare in qualche paese nordico. Fatta eccezione per il luogo dei delitti e la casa dell’investigatore, i personaggi si muovevano nel vuoto, i tempi di percorrenza non esistevano, le strade nemmeno. C’era anche un vecchio edificio abbandonato che non ricordo bene dove fosse collocato, comunque tutto era raggiungibile a piedi in meno di cinque minuti. Il lungomare era molto corto, a quanto pare.

Contesto nel mio primo fantasy
L’avevo scritto a diciassette anni, quando ero in fissa per il romanzo gotico, ed era un dark fantasy. Una ragazza, in seguito a una seduta spiritica, risvegliava uno spirito benevolo e uno malvagio. La storia si dipanava tra descrizioni horror di qualche animale sbudellato e scene d’amore tra la ragazza e lo spirito benevolo, fino allo scontro finale con “imprevedibile” colpo di scena. All’epoca di questa storia si intravedevano alcuni accenni di contesto: il liceo, il pullman per arrivarci, la scuola elementare e le abitazioni della protagonista e della sua migliore amica.
I tempi di percorrenza rimanevano piuttosto vaghi e variavano da un capitolo all’altro. Non c’erano riferimenti riguardo alla collocazione nello spazio dei punti di riferimento che mi ero prefissata per cui, rileggendolo ora, presumo che tra la scuola e il liceo ci fosse un grande nulla.

Contesto nel romanzo mainstream
Ho scritto un romanzo di formazione tra i diciannove e i ventun’anni. Nella storia si intrecciavano le vite di un docente universitario, di una sua studentessa, di una coppia omosessuale e di un ragazzo-padre. Rispetto ai miei precedenti lavori, in questo c’era un’attenzione maniacale allo scorrere del tempo. Un po’ perché iniziavo a scrivere seguendo consigli di narrativa trovati in internet e un po’ perché il motore della storia era il mutare delle relazioni tra i personaggi, una mutazione che non poteva certo avvenire in uno schiocco di dita e che necessitava di mesi di interazione.
Il luogo in cui si svolgeva la storia, invece, era un po’ più vago. Nella mia mente, le vicende avvenivano tra l’università di Milano – Bicocca, il Politecnico di Milano e le aree Duomo di Monza e Milano. Quando rileggo quella storia, colgo i riferimenti e riesco a ricostruire la collocazione geografica ma, per chi non ha vissuto a Monza o a Milano, tutto è avvolto dalla nebbia più profonda.

Contesto in LEDE
Il fantasy a cui sto lavorando al momento, per la prima volta con l’intenzione di sottoporlo a un editore, è un fantasy classico, principalmente ad ambientazione medievale ma con contaminazioni successive.
L’attenzione al mondo in cui ho deciso di ambientare la storia è massima: conosco ogni centimetro del continente che ho creato e delle isole che lo compongono. Per aiutarmi, su consiglio del mio ragazzo, ho elaborato una cartina su cui ho indicato tutte le città nominate nella storia. In questo modo, quando i personaggi si spostano da un punto a un altro, so esattamente quanto tempo impiegheranno. Con un’ambientazione definita al meglio, i tempi di percorrenza sono di facile gestione, tenendo conto che la superficie del continente, così come quella della terra, non è un piano perfetto: ci sono montagne, valli, fiumi, laghi e mari.
Riguardo allo scorrere del tempo, mi baso per lo più sull’alternarsi delle stagioni. Di tanto in tanto inserisco qualche riferimento alle settimane o ai mesi trascorsi, soprattutto se faccio passare un gran lasso di tempo in cui non accade nulla.
Uno dei più grandi problemi dell’avere un mondo senza mezzi di trasporto a motore è che gli spostamenti richiedono tempo e non ha alcun senso narrare nel dettaglio cos’accade al personaggio nel corso del viaggio, soprattutto se non accade nulla di rilevante o utile alla storia.
La storia di LEDE si svolge in un arco di circa dieci anni su un territorio molto vasto su cui ho sparso diverse decine di personaggi, se non avessi un’ambientazione ben definita e una buona scansione temporale, sarei persa.

 

Da scrittori, voi quanta attenzione prestate a tempo e luogo?
Da lettori, mi è mai capitato di leggere qualche romanzo in cui i personaggi sembravano muoversi nel vuoto?

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2 Comments

  1. Ciao Chiara,
    per quanto ci stia riflettendo non riesco a trovare nei ricordi nessun libro nel quale i personaggi vagavano nel vuoto…
    A volte ci sono state descrizioni fin troppo dettagliate che potevano risultare noiose per quanto si dilungavano, ma il contrario non mi sembra proprio di ricordarlo.
    Forse sono stata fortunata nelle mie letture 🙂
    Una buona settimana!

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    1. Ciao Mary,
      a me è capitato di imbattermi in romanzi contemporanei rivolti per lo più a un pubblico di adolescenti in cui il contesto era definito dal semplice nome della città in cui si svolgeva la vicenda. Non avendo mai visitato la città in questione, mi sembrava che i personaggi fluttuassero nel vuoto.
      Come eccessi, invece, me ne sono capitati parecchi, soprattutto nei romanzi storici.
      Buona settimana! 🙂

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