Background e temperamento

temperamento-SteinerQuando ho parlato dei modi per descrivere un personaggio, ho sottolineato come in un romanzo fosse inutile soffermarsi sui dettagli riguardanti il passato di tal personaggio a meno che tali informazioni non avessero una rilevanza fondamentale per lo sviluppo della storia.
Questo è vero, non è detto che al lettore interessino sbrodolate di pagine e pagine sull’infanzia del protagonista però, premesso che questo post non vuole in alcun modo essere un trattato di psicologia, è fondamentale che l’autore sia al corrente del background e del temperamento del suo personaggio.

Cos’è il background di un personaggio?
Banalmente, è l’insieme delle sue esperienze di vita, belle o brutte che siano, che agiscono da fattori esterni nella sua formazione in quanto individuo.
Ne fanno quindi parte tutti quegli avvenimenti che si sono verificati in ambito affettivo, sociale o culturale. Oltre a questo, rientrano nel background anche letture di romanzi, visioni di film, incontri e conoscenze.
È impossibile o comunque estremamente improbabile che due persone distinte condividano il medesimo vissuto. Considerando il caso limite di due gemelli cresciuti nel medesimo ambiente, educati allo stesso modo e messi in contatto con le stesse persone, la loro percezione degli avvenimenti esterni e il loro modo di rapportarsi a essi sarà differente, in funzione del temperamento.

Cos’è il temperamento di un personaggio?
È l’insieme di tutti i suoi aspetti caratteriali innati che ne definiscono il modo di rapportarsi con l’ambiente esterno. Costituisce una caratteristica individuale e immutabile che porta il personaggio a reagire (o a non reagire) in modo differente in funzione della consonanza o dissonanza tra il temperamento e l’ambiente esterno.
Rudolf Steiner, filosofo e pedagogista vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, aveva individuato quattro differenti tipi di temperamento: sanguigno, flemmatico, collerico e malinconico.
In breve, il temperamento sanguigno è caratterizzato da un’elevata sensibilità agli stimoli esterni e da scarsa forza interna, con conseguente volubilità d’interesse e amore per il cambiamento.
Il temperamento flemmatico è caratterizzato da scarsa forza e scarsa sensibilità agli stimoli esterni. Un individuo in cui prevale il temperamento flemmatico prediligerà attività a basso dispendio di energia che richiedono però una certa meticolosità.
Il temperamento collerico è dotato di forza e sensibilità agli stimoli esterni, le azioni sono spontanee e impetuose ma prive di riflessività. L’individuo collerico persegue con determinazione i suoi obiettivi ma può soffrire di eccessi comportamentali.
L’ultimo è il temperamento malinconico, dotato di elevata forza e scarsa sensibilità, il che consente di perseguire con tenacia i propri obiettivi senza lasciarsi distrarre da eventi esterni.
Per ulteriori informazioni vi rimando alle seguenti risorse:
I quattro temperamenti – Massimo Rinaldi
I quattro temperamenti psicologici di Rudolf Steiner – Valeria Montuori

A cosa servono background e temperamento?
L’insieme di temperamento e vissuto del personaggio contribuiscono a determinarne il carattere o personalità (alcuni testi riportano una sottile differenza tra questi due concetti che però non costituisce un elemento fondamentale nell’analisi seguente).
Prima di definire il carattere di un personaggio, determino sempre il suo temperamento (quindi il modo in cui si rapporterà agli eventi) e gli eventi a cui è stato soggetto prima dell’inizio della storia.
In rari casi, rendo il lettore partecipe di tutta quella mole di informazioni che produco e annoto in vari file di word. In genere, però, tendo a rivelare solo qualche piccolo dettaglio sparso qua e là nella storia, affinché le azioni del personaggio acquistino di credibilità o di significato.
Il carattere di un personaggio, senza un temperamento e un background ben strutturati, è solo una maschera, un fantoccio che manca di spessore o credibilità.
Se il vostro personaggio ha preso un brutto voto a scuola, torna a casa, prende il gatto della vicina e lo mette nel frullatore, mi aspetto che ci sia una buona giustificazione. Anche io ho preso dei brutti voti ma non ho mai frullato il gatto della vicina.
È evidente che il vostro personaggio ha qualche problema. È forse un paziente psichiatrico? E se non lo è, perché lo ha fatto? Che cosa, in lui, lo ha spinto ad agire in quel modo, piuttosto che andare a farsi una corsa per sfogare la frustrazione?
Senza un background e un temperamento ben definiti, è difficile pianificare un’evoluzione coerente del carattere del personaggio. Se un ragazzino dolce e gentile diventa un sadico sanguinario, questo passaggio deve essere in linea con tutto ciò che è avvenuto prima del cambiamento e deve continuare a esserlo anche dopo.

 

Da scrittori, pianificate anche voi background e temperamento? O lo fate a livello inconscio?
Oppure lasciate che lo sviluppo caratteriale del personaggio sia del tutto indipendente da quanto accaduto prima che la storia avesse inizio?

Da lettori, pensando ai vostri personaggi della letteratura preferiti, riuscite a individuarne background e temperamento? In qualche delle quattro tipologie lo collochereste?

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