Norvegia

4Mattina_Geiranger (2)Nonostante molte parti di questo articolo fossero già scritte e solo da revisionare (quando torno da un viaggio scrivo sempre dei reportage a uso personale), ho lavorato a questo articolo per più di due mesi, tanto che più di una volta ho temuto che non avrebbe mai visto la luce. Invece, a quanto pare, ce l’ho fatta.
Come ormai sa chi mi segue da un po’, in LEDE, il romanzo fantasy che sto scrivendo, si ritrovano tracce di luoghi realmente esistenti che per me sono stati fonte di ispirazione e meraviglia.
Uno di questi è la Norvegia, in cui sono andata nel mese di agosto 2012 con modalità fly&drive.

Geirangerfjord
È un fiordo situato a sud della Norvegia, sul cui fondo si trova il paese di Geiranger.
Ho visitato il fiordo a bordo di un piccolo battello, accompagnata dalle note di “Con te partirò”/“Time To Say Goodbye”, cantata da Andrea Bocelli e Sarah Brightman.
Le pareti rocciose ricoperte di vegetazione si tuffavano dritte in mare ed erano costellate di poderi abbandonati.
GeirangerfjordAndando verso il paese di Geiranger, sulla destra, c’era una cascata grande e impetuosa, “il pretendente”.
La leggenda narra che il pretendente corteggi “le sette sorelle”, sette cascate che scorrono sulla parete opposta del fiordo, le quali sono però insensibili al fascino dell’imponente e tumultuoso pretendente.
Al mattino, quando ancora il fiordo era immerso nell’ombra, sono rimasta abbastanza delusa dalle sette sorelle: erano dei minuscoli rigagnoli d’acqua, del tutto insignificanti se raffrontate al loro pretendente, dotato di tutt’altro vigore.
Nel viaggio di ritorno, però, con la luce calda del tramonto, le sette sorelle si erano illuminate dei raggi del sole e creavano una meravigliosa dispersione cromatica.
Il pretendente, pur nella sua maestosità, non era paragonabile alla bellezza delle sette luminose sorelle che, diciamocelo, hanno fatto bene a rifiutarlo.

Krakenes Fyr
Una cosa fantastica della Norvegia è che, ovunque tu voglia andare, c’è sempre un traghetto che parte ogni cinque minuti. Vuoi attraversare un fiordo? C’è un traghetto. Vuoi raggiungere un’isola? C’è un traghetto. Ti scappa forte la pipì? Prendi un traghetto qualsiasi, ci troverai il bagno.
L’importante è sapere quando parte l’ultimo traghetto della sera, onde evitare di ritrovarsi bloccati su un’isola fino alla mattina successiva. C’è da dire che quando sono stata in Norvegia era estate, quindi non so se i traghetti partono con la medesima frequenza anche in inverno.
6_KrakenesFyr (47)In una delle gite sulle isole nel sud della Norvegia, ho visitato il Krakenes Fyr, un faro costruito sulla punta di una scogliera dell’isola di Vågsøy. Il faro originario è andato distrutto durante la seconda guerra mondiale, mentre l’attuale è un edificio ricostruito successivamente, in cui è anche possibile alloggiare.
Intorno non c’è nulla, a parte centinaia e centinaia di pecore e gabbiani. Il suo bello è proprio questo: il totale isolamento in cui è confinato.
Mi piacerebbe tornarci in inverno, quando pare che i venti soffino forte e le onde si abbattano con violenza contro la scogliera sottostante.
Ciò, ovviamente, non toglie nulla al fascino che ha in una bella giornata estiva con una temperatura piacevole di una ventina di gradi.
Poiché ci sono tante pecore che pascolano libere e tanti gabbiani che volano alti nel cielo, attenzione alle cacche! Sia dall’alto che dal basso.

Jostedalsbreen
È un ghiacciaio immenso, dall’intenso colore azzurro, che in estate alimenta un torrente impetuoso che rallenta la sua corsa più a valle, trasformandosi in un immenso lago in cui galleggiano pezzetti di ghiaccio.
Per raggiungerlo si percorre a piedi un sentiero su sassi grossi e lisci che richiedono un certo sforzo di gambe, proprio a causa dell’irregolarità del percorso. Mia mamma aveva accusato il colpo: per i tre giorni successivi ha faticato a camminare e ha avuto forti dolori ai polpacci.
Io non ho avuto problemi di questo genere ma, essendo totalmente negata nella scelta dei sentieri, più di una volta mi sono trovata la strada bloccata da qualche masso, superato con tanta forza di gambe e, soprattutto, di braccia.
Jostedalsbreen In ogni caso, nel mentre, la camminata non pesa più di tanto: in alcuni tratti il sentiero scende sulla riva del torrente ed è possibile rinfrescarsi con l’acqua ghiacciata. Senza esagerare, visto che anche ad agosto non si può proprio dire che faccia caldo.
Se si è pratici con l’utilizzo dei ramponi è possibile visitare l’interno del ghiacciaio, altrimenti lo si può benissimo ammirare da fuori, nel punto in cui si riversano migliaia di litri di acqua limpida e gelata. La sua bellezza rimane indiscutibile.

Fjærland
È il paese norvegese delle librerie. Libri ovunque, nelle case, nei vecchi fienili, nelle vecchie stalle. Sui libri è indicato a matita il prezzo in corone e ogni venditore espone un tavolino con un contenitore in cui mettere i soldi. Nessuno controlla che i libri non vengano rubati, si dà per scontato che ogni libro verrà pagato.
Ci sono libri nuovi e usati, in norvegese o anche in altre lingue, dall’inglese, al francese, al tedesco e anche all’italiano.
7_PomeriggioFiaeland (12) A volte si trovano dei piccoli gioiellini: per il mio ragazzo ho acquistato un testo in francese del ‘700, parte di una collezione di dodici, con le immagini stampate in bianco e nero e coperte con velina bianca. Tra tutte le maggiori biblioteche europee sono presenti solo tre copie della collezione completa.
Il costo medio di un libro? Meno di cinque euro. Per gli standard di prezzo norvegesi, una bottiglietta d’acqua talvolta costa di più.

Bergen
È una città a tutti gli effetti, anche se rimane comunque molto meno trafficata di Roma o Milano. Si affaccia sul mare e ospita un immenso mercato del pesce in cui, per una volta, i beni alimentari hanno un costo accettabile e non si è costretti a spendere trenta euro (se va bene) per un piatto di qualsiasi cosa si abbia voglia di mangiare.
11_Bergen (4) Il pesce viene venduto fresco, essiccato, sotto sale o già cotto nei modi più vari. Ci sono anche dei tavoloni a cui sedersi per consumare subito il pesce acquistato.
Ho preso un fritto misto che si è rivelato ottimo e del sushi, anch’esso buonissimo, così da poter gustare il pesce fresco anche da crudo.
Sarò sincera, come sushi era pressoché immangiabile, era troppo freddo e il riso era ghiacciato. Mi facevano male i denti dal tanto che era freddo. Il pesce, invece, era corposo e saporito. Non ricordo di averne mai mangiato di così buono.
11_Bergen (13) A poca distanza c’erano bancarelle di fragole, more, mirtilli e lamponi. I frutti di bosco, che da noi costano sempre parecchio, in Norvegia sono una delle cose più economiche che ho acquistato. Si trovano ovunque, anche appena raccolti. Sono enormi, dolci, succosi e dall’intenso colore rosso. Una vera gioia per il palato.


Questi sono i luoghi che, in un modo o nell’altro, hanno ispirato parte della geomorfologia di LEDE e, conseguentemente, l’alimentazione dei popoli che muovono la storia.
Ho visto paesaggi indimenticabili, gustato pesce e lamponi dal sapore unico e assaggiato alimenti di cui ignoravo l’esistenza (tipo dei pezzi di baccalà essiccati venduti in sacchetti come se fossero patatine, consigliati solo perché nella vita è giusto provare tutto). Mio papà ha anche portato a casa una gustosa ricetta con salmone e verdure che è sempre un piacere mangiare.
Spero di tornarci, un giorno, magari senza voli aerei, visto che il pilota del ritorno in atterraggio è stato delicato come un elefante e mi ha causato un mezzo infarto.

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4 Comments

  1. Ciao Chiara!
    A fine estate avevo in programma di passare del tempo in Norvegia con la mia ragazza, per andare a trovare degli amici che si sono stabiliti là. Stavo appunto programmando i luoghi da visitare ed il tuo articolo capita davvero a fagiolo!
    Adesso non vedo l’ora di visitare Fjærland, anche se ho paura ad andarci per la quantità di soldi che potrei spendere…

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    1. Ciao Luca, la Norvegia è davvero una nazione magnifica, goditela fino in fondo 🙂
      Un altro luogo che vale la pena di visitare è Maloy, c’è una spiaggia di sabbia così bianca che sembra di trovarsi ai tropici.
      Per quello che potresti spendere a Fjærland… Sarà comunque meno di un paio di pasti al ristorante 😉

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    1. Oslo in estate mi ha lasciata un po’ delusa, se raffrontata ad altre capitali europee. Era molto carina la zona del porto, c’erano diverse velieri storici molto ben tenuti. Immagino che in inverno facesse più scena 😉

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