3 buoni motivi per documentarsi

libraryIn genere, uno dei consigli che si dà in narrativa è scrivi di ciò che sai.
Diciamo che è la soluzione più comoda, che esclude il lavoro di documentazione necessario ad acquisire conoscenze che non si possiedono.
Se volessi scrivere la storia di uno sviluppatore JAVA che vive in Brianza non avrei bisogno di informarmi sulle tecniche di programmazione o sulla geografia della Brianza. Sono conoscenze che già possiedo.
Diverso sarebbe il caso in cui io decidessi di scrivere una storia ambientata nella foresta pluviale amazzonica. Non ci sono mai stata e non so quali siano le problematiche del viverci in mezzo, quindi avrei necessariamente bisogno di documentarmi.
Per coloro che sono restii a un buon lavoro di documentazione prescrittura, ecco tre buoni motivi per cui è necessario documentarsi.

Documentarsi è utile
Come dicevo prima, non si può scrivere di qualcosa che non si conosce. Alcune cose si possono immaginare (nessuno si sognerebbe di mandare un personaggio in Antartide in costume da bagno), altre invece no. Se il vostro personaggio percorre a piedi duecento chilometri in un giorno, forse c’è qualcosa che non va, a meno che non abbia la supervelocità.
Può sembrare banale ma è indispensabile conoscere distanze e tempi di percorrenza quando un personaggio si sposta nell’ambientazione scelta per lo sviluppo della storia.
Senza un’accurata documentazione, è difficile che la storia risulti credibile.

Documentarsi è interessante
A prescindere dall’utilità che il lavoro di documentazione rivestirà poi nella vostra storia, apprendere nel dettaglio qualcosa che si ignorava fino a poco tempo prima può rivelarsi estremamente interessante.
Partendo del presupposto che la storia è vostra e che di certo non avete creato un’ambientazione che odiate, non dovreste annoiarvi nel ricercare informazioni su un dato argomento. Se vi annoiate, sappiate che c’è qualcosa che non va nella vostra scelta. In quanto autori, dovreste amare ciò che fate e ciò che ideate. Se non è così, fermatevi e fatevi questa domanda: “perché voglio trattare di questo argomento che tanto detesto?”
Se vi pagano per farlo, avete la vostra risposta. Se non vi pagano, rifletteteci.
Documentarsi dovrebbe sempre essere un piacere e un modo per ampliare le proprie conoscenze.
Non tutto ciò che apprenderete potrà essere inserito nella vostra storia, però sarà sempre un argomento di conversazione in più quando vi troverete a contatto con degli sconosciuti e dovrete rompere il ghiaccio.
Quando non si sa mai di cosa parlare, esordire con “ho letto un libro molto interessante su argomento a piacere” è un buon modo per evitare silenzi lunghi e imbarazzanti.
La lettura di “Vita e costumi a bordo dei grandi velieri”, di Harmand Hayet, mi è venuta in aiuto più volte, soprattutto grazie al sottile senso dell’umorismo del capitano Hayet.
Che i vostri ascoltatori siano lettori o meno, potrebbero aver comunque qualcosa da aggiungere in merito a un viaggio che hanno fatto o un film che hanno visto. Voi avrete regalato loro delle informazioni nuove e loro vi avranno arricchito con altre esperienze.

Documentarsi può abbattere i pregiudizi
Per approcciarsi a un nuovo argomento è necessario trovarsi in una condizione mentale priva di pregiudizi, che vi permetta di comprendere appieno ciò che state leggendo.
Non sempre questo è possibile ma è importante ricordare che spesso il pregiudizio è dato da una mancanza di conoscenza.
Al termine di una lettura, fatta al solo scopo di documentarvi, potreste volervi mantenere sulle vostre posizioni, esprimendo però un giudizio più consapevole, o potreste cambiare idea e abbattere un muro che forse non aveva senso di esistere.
Un libro che ha abbattuto molti dei miei pregiudizi e che non avrei mai conosciuto se non avessi avuto la necessità di documentarmi in merito ai Tuareg, è “La carovana del sale”, di Elena Dak.

 

Per voi scrittori, siete soliti documentarvi o preferite scrivere solo di argomenti che già conoscete?
Per voi lettori, vi è mai capitato di leggere un libro su un argomento a voi sconosciuto che vi ha arricchiti o che vi è stato d’aiuto in una conversazione?

Con questo post, vi comunico che, per tutta la durata del periodo estivo fino a settembre, gli aggiornamenti si faranno più sporadici, pur mantenendo la domenica come giorno di pubblicazione.
Auguro a tutti voi una buona estate!

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4 Comments

  1. In effetti sì,
    trovo i libri un ottimo e interessante argomento per scambi interpersonali…
    Generalmente leggere di luoghi e situazioni sconosciute mi innesca la voglia di programmare un viaggio e … fare esperienza diretta di ciò che ho solo immaginato 😃
    Buona estate anche a te Chiara

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    1. Ciao Mary,
      anche a me leggere di luoghi sconosciuti innesca la voglia di viaggiare.
      Dopo mesi passati a documentarmi sulle imbarcazioni a vela, nonostante fossi consapevole di soffrire il mal di mare, mi sono buttata e mi sono iscritta a un corso. Molto bello e divertente e l’istruttore è stato bravissimo a sbarcarmi alla velocità della luce ogni volta in cui attraccavamo al molo galleggiante 😀
      Buona settimana!

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  2. Forse occorre sfatare il mito della documentazione passata in mezzo a librerie polverose.
    Al giorno d’oggi documentarsi è sicuramente diverso. Si parte gioco forza dalla rete, poi ovvio che alcune cose si trovino solo sui libri (che potrebbero anche essere in versione ebook).
    Tanto per dire, non sono mai stata a Parigi, eppure un racconto è ambientato dentro il Louvre (che non ha nemmeno aderito al Google Museum, per cui mi sono dovuta arrangiare a suon di foto di turisti e qualche esile guida). Poi è chiaro che alcuni generi (fantasy, fantascienza e storici) richiedano più ricerca di altri, ma anche il progetto che seguo ora (che è un mainstream contemporaneo) mi richiede un po’ di ricerca, anche se nello specifico faccio brainstorming con un amico, che si presta alle domande più sceme. 🙂

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    1. Per le domande sceme a risposta rapida ho attivato il servizio gratuito disponibile 24 ore su 24 “Pronto Fidanzato” 🙂
      In genere, per documentarmi parto dalla rete, soprattutto se mi serve solo qualche piccolo dettaglio. Per ferite e sbudellamenti mi affido a google immagini, mentre per argomenti più complessi cerco qualche titolo in internet e prendo i libri in biblioteca. Il circuito della mia zona funziona bene, in genere ho ciò che mi serve in uno o due giorni, senza dovermi ricoprire di polvere per rovistare tra gli scaffali 😉

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